[...] L’esperienza gli diceva che quello era amore. Ma benché fosse perfettamente consapevole che l’amore gli avrebbe procurato gran pena, tormento e umiliazione, che inoltre avrebbe distrutto la sua pace e riempito il suo cuore di melodie, senza permettergli la quiete necessaria a definire la forma di una cosa, a trarne con calma qualcosa di compiuto, nonostante ciò egli l’accolse con gioia , vi si abbandonò interamente e lo coltivò, con tutte le forze dell’animo, poiché sapeva che esso arricchisce e vivifica e aspirava a quella ricchezza e a quella vita più che a esprimere con calma qualcosa di compiuto … [...]
[...] seguì la via che doveva seguire con passo un pò pigro e ineguale fischiettando e guardando lontano inanzi a sé col capo reclinato da un lato ; e se gli accadeva di sbagliar strada , ciò era perché per certuni non esiste una strada giusta. A chi gli chiedeva che cosa intendesse fare di sé dava risposte diverse, perché come soleva dire (e l’aveva anche già annotato) egli portava in sé possibilità per mille modi di esistenza, insieme alla segreta consapevolezza che in fondo, si trattava di altrettante impossibilità … [...]
Tonio Kröger (Thomas Mann)


