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	<title>Passo Rapido</title>
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		<title>Une putain de belle chaise, une vraie chaise de bar à putes</title>
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		<pubDate>Mon, 27 May 2013 15:29:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Shannafra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La signorina, quella signorina bionda che aspetta messa lì nell&#8217;isoletta spartitraffico della rotonda indossando un top e un perizoma o forse, guardando meglio, senza nessun perizoma, seduta sulla sua sediolina pieghevole, riparata dal sole e dalla pioggia da un tenero ombrellino di Minnie e Topolino, a metà strada fra il cartello &#8220;vendo uova&#8221; (scritto a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.passorapido.com/wp-content/uploads/2013/05/plia1.jpg"><img src="http://www.passorapido.com/wp-content/uploads/2013/05/plia1-258x300.jpg" alt="" title="plia" width="258" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-693" /></a><br />
La signorina, quella signorina bionda che aspetta messa lì nell&#8217;isoletta spartitraffico della rotonda indossando un top e un perizoma o forse, guardando meglio, senza nessun perizoma, seduta sulla sua sediolina pieghevole, riparata dal sole e dalla pioggia da un tenero ombrellino di  Minnie e Topolino, a metà strada fra il cartello &#8220;vendo uova&#8221; (scritto a mano) e quello DETERSIVI (stampato lucido blu), la signorina, dicevo, la signorina non sa che la sua sediolina, quella su cui riposa il sui reale culo, è un classico del design.</p>
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		<title>&#8220;che due palle la psiche&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 09:58:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Shannafra</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>dopo aver analizzato per due ore ogni meandro del pensiero di lui lei e quell&#8217;altra e aver scarnificato ogni possibile recondita reazione consapevole e non dei protagonisti al fine di comprendere valutare e decidere &#8230; la mia amica depose la definitiva pietra tombale con:  &#8220;che due palle la psiche&#8221;</p>
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		<title>Il velociraptor mi è piaciuto</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 15:27:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Shannafra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando andavo al liceo e partecipavo ai collettivi studenteschi, uno dei più intelligenti e impegnati studenti dell&#8217;istituto prendeva la parola a metà riunione e sistematicamente esordiva con &#8220;Sarò breve ..&#8221;. Il suo intervento non durava mai meno di 40 minuti e lasciava tutti in un grave stato di prostrazione fisica e mentale. Durante l&#8217;ultimo quarto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando andavo al liceo e partecipavo ai collettivi studenteschi, uno dei più intelligenti e impegnati studenti dell&#8217;istituto  prendeva la parola a metà riunione e sistematicamente esordiva con &#8220;Sarò breve ..&#8221;. Il suo intervento non durava mai meno di 40 minuti e lasciava tutti in un grave stato di prostrazione fisica e mentale.<br />
Durante l&#8217;ultimo quarto d&#8217;ora dava l&#8217;illusione di aver concluso almeno cinque volte con delusione sempre crescente dei presenti e sospiri di sollievo finali.</p>
<p>Spesso l&#8217;idea centrale dell&#8217;intervento era buona e ben argomentata ma l&#8217;ispirazione emotiva scarsa, la forma pedante, le subordinate infinite, il tono della voce mortalmente noioso; solo i più volonterosi riuscivano a mantenere viva l&#8217;attenzione fino al momento fondamentale per godere del settimanale sprazzo di intelligenza.</p>
<p>Ieri, nonostante gli avvertimenti, sono andata a vedere The Tree of life di Terrence Malik e ho avuto l&#8217;impressione di vivere una esperienza analoga.</p>
<p>Superato lo scoglio della prima parte che vorrebbe essere una ipnosi preparatoria all&#8217;approfondimento del messaggio metafisico del film, inizia una più fortunata visione caleidoscopica della vita della famiglia protagonista  e in particolare del miracolo della vita e della crescita dei 3 fratelli il tutto attraverso una incessante steadycam.</p>
<p>&#8220;Beh, non puoi negare che, a un certo punto, il film cresce&#8230;&#8221; fa dire Nanni Moretti a un suo personaggio &#8220;Cresce la noia della storia&#8221; risponde il regista ispiratore inferocito &#8230; pensiero che non risparmia l&#8217;ignaro spettatore del Film di Malik che si vede sfilare davanti sfrangiate scene di ordinaria infelicità familiare fra frustrazioni, violenze, giochi e domande sul senso dell&#8217;esistere.</p>
<p>&#8220;Lì è dove vive Dio&#8221; dice la madre indicando in posa mistica il cielo, gli alberi, le nuvole e tutto il creato; la natura è lì per dimostrarlo, allora Malik, come ogni bambino che si rispetti interroga la natura, il fuoco l&#8217;acqua, l&#8217;aria, perfino i dinosauri, accende il microscopio scruta cellule e mitocondri con l&#8217;obiettivo più patinato che possiede unendo maniera a maniera.</p>
<p>Insomma non ti è piaciuto?<br />
Non lo so, certo non è il mio genere (o forse non è male nel suo genere ecc&#8230;), ma una cosa che mi è piaciuta c&#8217;è: la breve apparizione del velociraptor perduto. Quella penso rimarrà nel mio cuore.<br />
Per il resto ridatemi Bergman, e dimenticate quello che ho pensato e detto su Wim Wenders, non era affatto male in fondo.</p>
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		<title>Ils sont fous ces romains</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2011 08:23:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Shannafra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La prima volta in cui mi sono sentita Italiana avevo nove anni. Vivevamo a Parigi, andavo alle elementari in una scuola francese in un contesto particolarmente privilegiato, avevo imparato la lingua con accento ineccepibile in poche settimane i primi giorni della prima elementare ed ero una bambina socievole e spigliata senza problemi di integrazione. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-614" title="vercingetorix" src="http://www.passorapido.com/wp-content/uploads/2011/03/vercingetorix3-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></p>
<p>La prima volta in cui mi sono sentita Italiana avevo nove anni.<br />
Vivevamo a Parigi, andavo alle elementari in una scuola francese in un contesto particolarmente privilegiato, avevo imparato la lingua con accento ineccepibile in poche settimane i primi giorni della prima elementare ed ero una bambina socievole e spigliata senza problemi di integrazione.</p>
<p>La scuola pubblica in Francia a quei tempi eccelleva nel delicato equilibrio fra tradizione e modernità, i maestri erano giovani e motivati da una politica che sosteneva l&#8217;insegnamento.<br />
In classe era istituito il rito laico della recita quotidiana della marsigliese e delle date della rivoluzione in piedi davanti al banco prima di iniziare le lezioni una sorta di ginnastica salutistica del proverbiale nazionalismo francese.</p>
<p>Le lezioni di storia venivano illustrate con l&#8217;ausilio di una proiezione di diapositive di immagini evocative dei momenti salienti per periodo oggetto di studio.</p>
<p>In quel periodo stavamo studiando la storia romana e da giorni venivano esaltate le qualità belliche dei Galli durante i sanguinosi conflitti con i Romani, quando, per dovere di cronaca, il maestro fu  costretto a farci vedere la famosa immagine di Vercingetorige che depone le armi a Cesare.</p>
<p>Nel buio della proezione, seduta, arrampicata sul davanzale di una finestra per vedere meglio, vicino ai compagnetti, alla notizia della resa dei galli, dominata da un fortissimo e sconosciuto senso di identità, grido esulto e salto come allo stadio per un goal ai Mondiali.<br />
Circondata, non faccio in tempo a riprendere fiato per difendermi dal  silenzioso attacco di gomitate incrociate che mi fanno cadere rovinosamente sul pavimento.</p>
<p>Mi rialzo dando un&#8217;ultima occhiata alla parete illuminata dalla diapositiva con un  sorriso di scherno che da quel momento e per sempre mi riparerà dall&#8217;atavico senso di superiorità Francese. </p>
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		<title>Lezioni Americane</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 16:21:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Shannafra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Non vedo l&#8217;ora di andare alla scuola elementare per imparare a leggere velocemente in minuscolo; così posso leggere i libri di Italo Calvino, lo conosci tu vero? E&#8217; uno scrittore bravissimo che ha scritto il libro che stiamo leggendo a scuola, Foresta Radice Labirinto e molte altre storie. Non mi dire quella del barone rampante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non vedo l&#8217;ora di andare alla scuola elementare per imparare a leggere velocemente in minuscolo; così posso leggere i libri di Italo Calvino, lo conosci tu vero? E&#8217; uno scrittore bravissimo che ha scritto il libro che stiamo leggendo a scuola, Foresta Radice Labirinto e molte altre storie. Non mi dire quella del barone rampante che già la so.&#8221; </p>
<p>Grazie maestra Monia.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>le arti delle donne</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 21:50:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Shannafra</dc:creator>
				<category><![CDATA[ricordo]]></category>
		<category><![CDATA[scrivo]]></category>

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		<description><![CDATA[Lena era brutta e baffuta, bassa e tarchiata, i capelli unti, le mani ruvide, gestiva un negozio all&#8217;angolo della piazzetta ed era una istituzione nel quartiere. Quando mi dissero che si era ammalata ed era morta da pochi mesi provai una grande tristezza, con lei se ne andava una fonte fondamentale di aneddotica familiare. Del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lena era brutta e baffuta, bassa e tarchiata, i capelli unti, le mani ruvide, gestiva un negozio all&#8217;angolo della piazzetta ed era una istituzione nel quartiere.<br />
Quando mi dissero che si era ammalata ed era morta da pochi mesi provai una grande tristezza, con lei se ne andava una fonte fondamentale di aneddotica familiare.<br />
Del marito di Lena, M.,  la prima cosa che si diceva, era che somigliava a Spencer Tracy, popolarmente trasformato in  &#8220;spinci e trasi&#8221; (spingi ed entra) negli anni in cui al cinema si andava portandosi la sedia da casa e si evitava la platea per non essere colpiti in testa dagli sputi.<br />
I racconti e un mio vago ricordo lo descrivono alto, distinto, brizzolato, una bellezza inedita per quall&#8217;angolo di sicilia, per quella storia, per quella moglie.</p>
<p>Un quartiere del centro storico, ancora oggi di panni stesi, madri urlanti, figli in carcere poi tossici e spacciatori.<br />
Una di quelle strade senza scampo in cui vivono i ladri maldestri che rubano dai vicini e si fanno pizzicare dietro l&#8217;angolo.</p>
<p>Ma all&#8217;epoca di Lena e M., all&#8217;epoca della loro storia quella per cui tutti li avrebbero ricordati, si parla di pistolettate e di onore.</p>
<p>Un onore che all&#8217;epoca si poteva, anzi, si doveva difendere e il cornuto aveva l&#8217;estremo diritto del sangue.<br />
M. aveva ucciso per difendere l&#8217;onore, aveva pulito con il sangue la reputazione sua e della moglie che aveva ammesso al processo di essere stata sedotta dal barbiere che aveva negozio a due portoni dal loro e aveva così evitato il carcere al marito che usciva con diritto.</p>
<p>In seguito la frase ripetuta da Lena come una litanìa era  &#8220;mi infangai per salvare mio marito&#8221;.<br />
Per salvarlo dal carcere.<br />
Una confessione forse fasulla, si diceva, per mascherare un delitto di mafia da regolamento di conti ordinato dal clan che le dava insieme la patente di femmina e  sottraeva agli impedimenti della giustizia il legittimo marito.</p>
<p>Sapersi tenere il marito con un metodo o con l&#8217;altro è preciso compito di una moglie, Lena lo ribadiva ad ogni piè sospinto.<br />
&#8220;Signora Agata lei lo sa cosa intendo, se mia nuora c&#8217;aveva le arti mio figlio non se le andava a cercare certe strafalarie.&#8221;<br />
Lena lo urlava spalancando la bocca sdentata inseguendo mia nonna  fin sull&#8217;uscio senza darle scampo.<br />
L&#8217;argomento delle &#8220;arti&#8221; della signora Lena e del famoso delitto d&#8217;onore faceva ancora scatenare le più fragorose risate anche dalle signore più distinte che nei pomeriggi estivi sui terrazzi del quartiere si ritrovavano fingendo di scambiarsi consigli sui ricami del corredo delle figlie.</p>
<p>La faccenda del marito non sarebbe stata l&#8217;ultima a farle vedere un po&#8217; di mondo e a farle sperimentare le arti del vivere, il definitivo ingresso negli alti ranghi della cronaca nera avvenne quando un figlio finì all&#8217;Ucciardone.<br />
Fu un periodo frenetico, confidava alle vicine che in carcere lui stava frequentando le persone giuste e che lei aveva l&#8217;incarico di non fare mancare mai vino pesce e aragoste per i festini che si tenevano in certe celle anche a costo di indebitarsi perché quella è gente che si ricorda e poi ti mantiene.<br />
Quelle prime attenzioni aiutarono la carriera del figlio ben oltre le sue ambizioni e garantirono a lei una vecchiaia comoda.</p>
<p>L&#8217;arte di essere una donna.<br />
I mariti si devono tenere, si devono difendere, i figli si devono aiutare sempre, gli uomini se ne ricorderanno. </p>
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		<title>il limite</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 16:52:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Shannafra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Aggiustati il cappello così è tutto storto&#8221; &#8220;Mamma, ma perché? A me piace così &#8230;&#8221; &#8220;Ma stai male, su via, non si mette così, ascoltami e sistemalo &#8230;&#8221; &#8220;Ma se sto comodo così. Uffa &#8230;.&#8221; &#8220;Almeno aggiustalo per me, dai &#8230;&#8221; smorfia di disgusto, sospiro, camminata strascinata e tipica frase di rassegnazione &#8220;&#8230; va beeeeene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Aggiustati il cappello così è tutto storto&#8221;<br />
&#8220;Mamma, ma perché? A me piace così &#8230;&#8221;<br />
&#8220;Ma stai male, su via, non si mette così, ascoltami e sistemalo &#8230;&#8221;<br />
&#8220;Ma se sto comodo così. Uffa &#8230;.&#8221;<br />
&#8220;Almeno aggiustalo per me, dai &#8230;&#8221;</p>
<p>smorfia di disgusto, sospiro, camminata strascinata e tipica frase di rassegnazione &#8220;&#8230; va beeeeene faccio come dici tu &#8230;&#8221;</p>
<p>&#8230; nel suo sguardo trasparente il pensiero  che in occasioni come queste la delusione maggiore non sia tanto il  limite posto e subito alla sua libertà quanto quello evidente da me imposto alla mia stessa intelligenza.</p>
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		<title>chiamo la zia pina</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 09:21:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Shannafra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato sono andata ad una affumicata, che ho un amico che è bravissimo e invita tanti amici diversi e che non si conoscono e dice che fa una grigliata ma in realtà fa una affumicata, cucina tante cose buonissime con il pollo brulè che è una di quelle cose rare bruciate fuori e crude dentro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato sono andata ad una affumicata, che ho un amico che è bravissimo e invita tanti amici diversi e che non si conoscono e dice che fa una grigliata ma in realtà fa una affumicata, cucina tante cose buonissime con il pollo brulè che è una di quelle cose rare bruciate fuori e crude dentro che vi assicuro che è buonissimo.<br />
Questo amico ha un consulente meteorologo e riesce a fare le affumicate sempre quando piove e questa cosa crea una piacevole agitazione e tanti dolori alle ossa per l&#8217;umido.<br />
Comunque, lui questa volta aveva invitato una trentina di persone come al solito che non si erano mai viste per lo più e io ad un certo punto sono capitata seduta vicina a una ragazza (dico che alla mia età siamo ragazze) di quelle simpatiche proprio che piacciono alle femmine a anche ai maschi da quanto fanno sbellicare dalle risate quando parlano, ma questa volta era seria.<br />
Stava raccontando che era stata malissimo che le faceva molto male un braccio questa estate e che non riuscivano a guarirglielo, e che una sera si era addormentata tutta accartocciata abbracciata al cuscino dolorante e aveva fatto un sogno.<br />
Aveva sognato che qualcosa le tirava il braccio molto forte e  che una mano le si posava sulla faccia &#8230;<br />
A quel punto io, ipnotizzata dal racconto con la bocca aperta, vengo trascinata di sotto a prendere il tiramisù nel frigo e mi perdo un pezzo della storia, quando  torno mi pare di capire che in sogno era arrivata la sua mamma, che non c&#8217;è più , e che il giorno dopo si era svegliata guarita.<br />
Nella comitiva c&#8217;era un&#8217;altra (sempre ragazza), che dai discorsi di prima si era capito che fa il medico e le dice con totale serenità &#8211; mi pare evidente, è stata la tua mamma a guarirti, tu hai un angelo- io rimango sempre più con la bocca aperta e non riesco neanche tanto a ridere ma penso in fondo che è una buona notizia davvero  e che ora vado subito a disdire l&#8217;appuntamento dal medico da 300 euro, tanto  basta chiamare la buon anima della zia Pina che ha sempre avuto la vocazione da crocerossina e  visto che ci sono mi faccio lasciare anche un paio di numeri e mi vado a giocare quei soldini che ho risparmiato.</p>
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		<title>Aperti gli occhi appena</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 13:54:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Shannafra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Amiche bambine: tramare, brigare escogitare, ridere fino a scoppiare per dare quel fatidico primo bacio al rispettivo &#8220;ragazzo&#8221; nello stesso posto e nello stesso istante quasi appoggiate allo stesso muro senza che apparisse l&#8217;artificio &#8230; Aperti gli occhi appena, vedere il riflesso dei capelli biondi di lei vicinissimi e essere semplicemente felice. (a Flo)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Amiche bambine: tramare, brigare escogitare, ridere fino a scoppiare per dare quel fatidico primo bacio al rispettivo &#8220;ragazzo&#8221; nello stesso posto e nello stesso istante quasi appoggiate allo stesso muro senza che apparisse l&#8217;artificio &#8230;</p>
<p>Aperti gli occhi appena, vedere il riflesso dei capelli biondi di lei vicinissimi e essere semplicemente felice.</p>
<p>(a Flo)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>3 Maggio giornata mondiale dell&#8217;ex migliore amico &#8211; a_reazioni</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 11:51:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Shannafra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[a_reazione 1 Ultimo anno di liceo, lei, la mia amica, era innamorata persa di E. anche io lo ero ma non l&#8217;avrei mai detto lo tenevo dentro era una cosa mia, ascoltavo lei che raccontava le sue pene soffriva della sua indifferenza io non soffrivo. Io assistevo. Lui era eccentrico, intelligente impegnato e aveva la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>a_reazione 1</strong></p>
<p>Ultimo anno di liceo, lei, la mia amica, era innamorata persa di E. anche io lo ero ma non l&#8217;avrei mai detto lo tenevo dentro era una cosa mia, ascoltavo lei che raccontava le sue pene soffriva della sua indifferenza io non soffrivo.</p>
<p>Io assistevo.</p>
<p>Lui era eccentrico, intelligente impegnato e aveva la sua corte, io mi sentivo invisibile, facevo la snob che stava nel gruppo di quelli di DP senza mai prendere la tessera,  più per differenziarmi dalla FGCI che per convinzione. Mercatini affiancati, serate a discutere bere e a fumare, normalità da postadolescenti con dietro l&#8217;angolo della vita la prospettiva  dell&#8217;università ancora da decidere.</p>
<p>Una sera d&#8217;estate dopo aver servito salamelle e venduto manifestini del Che mal stampati lui improvvisamente si accorge di me e mi regala l&#8217;inizio di quello che nei ricordi rimane uno dei più bei periodi della mia vita, non mi feci mai domande né complessi, ero felice, persi l&#8217;amica che non mi parlò mai più e, lo sapevo benissimo, ne soffrì molto.</p>
<p>Non volevo farmi vedere innamorata, strategia ingenua, lo criticavo su tutto, da come si vestiva alle sue tesi politiche alla musica che ascoltava. Concerti al parco Lambro  sdraiati sull&#8217;erba partite di pallone, compagnia di amici, manifestazioni, allegria.</p>
<p>Naturalmente dopo qualche mese lui mi lasciò.</p>
<p>Il ricordo è grottesco, faceva freddo seduti su una panchina in granito alla fermata della filovia mi annunciò che si rimetteva con la sua ex e salì sul pullmann. Sipario.</p>
<p>Stetti malissimo. Poi passò.</p>
<p>In seguito sono stata fortunata e ho fatto dei buoni incontri anche in termini di amicizie.</p>
<p>Molti anni dopo entrando in un ristorante con un mio caro amico ho sentito la sua risata, strana, aspirata, asmatica, con conseguente mio collasso delle gambe e  quasi svenimento, l&#8217;amico se ne accorge mi sorregge, riesco a raggiungerlo al tavolo salutare, fare i convenevoli. Piccoli atti di eroismo.</p>
<p>Dell&#8217;amica non ho saputo più niente né mai l&#8217;ho cercata.</p>
<p><strong>a_reazioni 2</strong></p>
<p>Qualche anno fa ho dovuto mio malgrado interrompere i rapporti con una persona che ritenevo una cara amica per motivi di lavoro. I fatti, la conclusione della vicenda, i colleghi coinvolti hanno ampiamente dimostrato la mia buona fede e le mie ragioni e ancora ora non mi spiego come improvvisamente lei  possa essersi rivoltata contro di me nonostante abbia cercato il confronto e analizzato il mio comportamento.</p>
<p>Dopo quell&#8217;episodio non abbiamo più avuto rapporti.</p>
<p>Ricordo i suoi lineamenti, i suoi capelli, le espressioni del suo viso  la sua voce e alcuni passi delle lettere che ci siamo scritte.</p>
<p>Da giorni cerco di ricordare il suo nome e non ci riesco. Cancellata.</p>
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