17 marzo 2010

Gravare d’amore

Archiviato in: leggo, scrivo — Shannafra @ 16:14

E’ lecito attribuire a un singolo individuo un’importanza tale da fargli prendere il posto di tutti gli altri?
E’ lecito gravarlo così tanto d’amore e d’innocenza?

Elias Canetti

3 marzo 2010

Le cento città

Archiviato in: ascolto, leggo — Shannafra @ 10:04

Ognuno ha le sue prigioni, mentali, fisiche…
Ognuno ci convive….

Ma quando le pareti cominciano a restringersi, le
facce diventano anonime….
Quando lo specchio comincia a darti del tu….
Quando i marciapiedi ti provocano vertigini e la
strada sembra il tuo tappeto rosso….
Metti insieme il tuo bagaglio….
Riempilo di ricordi, speranze, parole, storie vissute e
storie da vivere….
Riempilo di emozioni, musiche, liti, illu
sioni d’epoca, domande e risposte….
Trovati un amico e comincia la
condivisione, l’esplorazione….
vai a caso, lascia le tue lacrime sul
cuscino, incontrati con la vita,  scontrati con il dolore ruba l’amore….
Non avere una meta ma cento, prova a ritornare perché
il ritorno dà senso al viaggio….
Pensa a Polifemo e alla sua solitudine e rispetta la
solitudine altrui….
Gira intorno al mondo….
Non girare con lui….
Affrancati da te stesso e dall’attesa….
Per amare la vita bisogna tradire le aspettative….
Guardati intorno e guardati da chi si professa libero….
Il sapore della libertà è la paura….
Solo chi ha paura della libertà ha il coraggio di
inseguirla…..

(Le cento città, Vincenzo Costantino Chinaski)

20 gennaio 2010

Si me quitaran

Archiviato in: leggo — Shannafra @ 18:10

Si me quitaran totalmente todo
si, por ejemplo, me quitaran el saludo
de los pájaros, o de los buenos días
del sol sobre la tierra
me quedaría
aún una palabra.
Aún me quedaría una palabra
donde apoyar la voz.

Si me quitaran las palabras
o la lengua
hablaría con el corazón
en la mano,
o con las manos en el corazón.

Si quitaran una pierna
bailaría en un pie.
Si me quitaran un ojo
lloraría en uno ojo.
Si me quitaran un brazo
me quedaría el otro,
para saludar a mis hermanos,
para sembrar los surcos de la tierra,
para escribir todas las playas del mundo, con tu nombre
amor mío.

Alejandro Romualdo

8 gennaio 2010

una bella capocciata

Archiviato in: leggo — Shannafra @ 19:14

‘Fanculo. Alla mia età non sono obbligato a stare al passo coi tempi. Quando guardo le pubblicità dei film dove compaiono un bambolone tenebroso e una sciacquetta con le bocce gonfiate, ciascuno dei quali prende dieci milioni di dollari a inquadratura, mai che alle loro facce riesca a appiccicare un nome. Ai miei tempi quando una donna diventava una star del cinema doveva girare in occhiali da sole e foulard, se non voleva essere fermata ogni due metri; adesso basta che si vesta. Già che ci sono, non ho idea di cosa significhino parole come “cuccare” o “wrappare”, né perché i giovani fighetti trovino così chic brucare erbacce al ristorante. Non sono on line, e non lo sarò mai.
Ma torniamo alla lettera di Boogie:
“L’umanità, con tutta evidenza imperfetta, non ha ancora concluso il suo ciclo evolutivo. In un prossimo futuro, magari solo per comodità, i genitali dei due sessi saranno al posto oggi occupato dalla testa, e le bevute, sempre meno necessarie, le faremo sotto la cintura. [...] Tanto il brutale ‘fottere’ quanto il più delicato ‘fare l’amore’ lasceranno il posto alla ‘capocciata’ e a frasi tipo ‘Oggi passeggiando per la Fifth Avenue ho incrociato una bona pazzesca, e le ho dato una bella capocciata.”

Mordecai Richler, La versione di Barney

Istruzioni per rendersi infelici

Archiviato in: leggo — Shannafra @ 14:43

“Da un essere umano, che cosa ci si puo’ attendere? Lo si colmi di tutti i beni di questo mondo, lo si sprofondi fino alla radice dei capelli nella felicità, e anche oltre, fin sopra la testa, tanto che alla superficie della felicità salgano solo bollicine, come sul pelo dell’acqua; gli si dia di che vivere, al punto che non gli rimanga altro da fare che dormire, divorare dolci e pensare alla sopravvivenza dell’umanità; ebbene, in questo stesso istante, proprio lo stesso essere umano vi giocherà un brutto tiro, per pura ingratitudine, solo per insultare. Egli metterà in gioco persino i dolci e si augurerà la più nociva assurdità, la più dispendiosa sciocchezza, soltanto per aggiungere a questa positiva razionalità un proprio funesto e fantastico elemento. Egli vorrà conservare le sue stravaganti idee, la sua banale stupidità…” Queste parole uscirono dalla penna dell’uomo che Friedrich Nietzsche considerava il più grande psicologo di tutti i tempi: Fëdor Mikhailovič Dostoevskij. E tuttavia esse esprimono, anche se in forma piacevole e convincente, ciò che la saggezza popolare conosce da sempre: nulla è più difficile da sopportare di una serie di giorni felici.

Paul Watzlawick da Istruzioni per rendersi infelici

15 dicembre 2009

Fumo

Archiviato in: leggo — Shannafra @ 14:17

I miei polmoni sono pieni del fumo della tua assenza

Raymond Carver

14 dicembre 2009

Tonio Kröger (cit.)

Archiviato in: leggo — Shannafra @ 10:26

[...] L’esperienza gli diceva che quello era amore. Ma benché fosse perfettamente consapevole che l’amore gli avrebbe procurato gran pena, tormento e umiliazione, che inoltre avrebbe distrutto la sua pace e riempito il suo cuore di melodie, senza permettergli la quiete necessaria a definire la forma di una cosa, a trarne con calma qualcosa di compiuto, nonostante ciò egli l’accolse con gioia , vi si abbandonò interamente e lo coltivò, con tutte le forze dell’animo, poiché sapeva che esso arricchisce e vivifica e aspirava a quella ricchezza e a quella vita più che a esprimere con calma qualcosa di compiuto … [...]  

[...] seguì la via che doveva seguire con passo un pò pigro e ineguale fischiettando e guardando lontano inanzi a sé col capo reclinato da un lato ; e se gli accadeva di sbagliar strada , ciò era perché per certuni non esiste una strada giusta. A chi gli chiedeva che cosa intendesse fare di sé dava risposte diverse, perché come soleva dire (e l’aveva anche già annotato) egli portava in sé possibilità per mille modi di esistenza, insieme alla segreta consapevolezza che in fondo, si trattava di altrettante impossibilità … [...]

Tonio Kröger  (Thomas  Mann)

1 dicembre 2009

sigilli

Archiviato in: leggo — Shannafra @ 10:10

Visto che ci sono stanze nelle nostre menti nelle quali  non entriamo mai senza scusarci, dovremmo rispettare i sigilli degli altri.

Emily Dickinson – frammenti in prosa

23 novembre 2009

Fughe

Archiviato in: leggo — Shannafra @ 14:06

Traversare la strada per scappare di casa lo fa solo un ragazzo.

(Cesare Pavese – Lavorare stanca)

16 novembre 2009

La voce a te dovuta

Archiviato in: leggo — Shannafra @ 11:04

[...]
Al di là di te ti cerco.
Non nel tuo specchio
e nella tua scrittura
nella tua anima nemmeno
Di là più oltre.
[...]

(Pedro Salinas)

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