
La prima volta in cui mi sono sentita Italiana avevo nove anni.
Vivevamo a Parigi, andavo alle elementari in una scuola francese in un contesto particolarmente privilegiato, avevo imparato la lingua con accento ineccepibile in poche settimane i primi giorni della prima elementare ed ero una bambina socievole e spigliata senza problemi di integrazione.
La scuola pubblica in Francia a quei tempi eccelleva nel delicato equilibrio fra tradizione e modernità, i maestri erano giovani e motivati da una politica che sosteneva l’insegnamento.
In classe era istituito il rito laico della recita quotidiana della marsigliese e delle date della rivoluzione in piedi davanti al banco prima di iniziare le lezioni una sorta di ginnastica salutistica del proverbiale nazionalismo francese.
Le lezioni di storia venivano illustrate con l’ausilio di una proiezione di diapositive di immagini evocative dei momenti salienti per periodo oggetto di studio.
In quel periodo stavamo studiando la storia romana e da giorni venivano esaltate le qualità belliche dei Galli durante i sanguinosi conflitti con i Romani, quando, per dovere di cronaca, il maestro fu costretto a farci vedere la famosa immagine di Vercingetorige che depone le armi a Cesare.
Nel buio della proezione, seduta, arrampicata sul davanzale di una finestra per vedere meglio, vicino ai compagnetti, alla notizia della resa dei galli, dominata da un fortissimo e sconosciuto senso di identità, grido esulto e salto come allo stadio per un goal ai Mondiali.
Circondata, non faccio in tempo a riprendere fiato per difendermi dal silenzioso attacco di gomitate incrociate che mi fanno cadere rovinosamente sul pavimento.
Mi rialzo dando un’ultima occhiata alla parete illuminata dalla diapositiva con un sorriso di scherno che da quel momento e per sempre mi riparerà dall’atavico senso di superiorità Francese.


Ciao, scrivi benissimo,


e bella l’idea del “passorapido”, ciò che finisce giù per il tubo è scordato
Io ne ho 4… 7mesi 7 anni 12 e 14 un mix di ogni fase, uno spettacolo!
Sul mio lartemista, ogni tanto scrivo di loro, i figli sono magici e anche da imitare, perdiamo man mano l’innocenza ed è un peccato…che anche questa finisca giù per il …tubo!
A presto!
Gu
p.s. scordavo: vuoi uno scambio link con me o con logga.me che è la piattaforma che sponsorizzo?
Commento by guglielmo — 25 marzo 2013 @ 10:49