“Aggiustati il cappello così è tutto storto”
“Mamma, ma perché? A me piace così …”
“Ma stai male, su via, non si mette così, ascoltami e sistemalo …”
“Ma se sto comodo così. Uffa ….”
“Almeno aggiustalo per me, dai …”
smorfia di disgusto, sospiro, camminata strascinata e tipica frase di rassegnazione “… va beeeeene faccio come dici tu …”
… nel suo sguardo trasparente il pensiero che in occasioni come queste la delusione maggiore non sia tanto il limite posto e subito alla sua libertà quanto quello evidente da me imposto alla mia stessa intelligenza.

