Sabato sono andata ad una affumicata, che ho un amico che è bravissimo e invita tanti amici diversi e che non si conoscono e dice che fa una grigliata ma in realtà fa una affumicata, cucina tante cose buonissime con il pollo brulè che è una di quelle cose rare bruciate fuori e crude dentro che vi assicuro che è buonissimo.
Questo amico ha un consulente meteorologo e riesce a fare le affumicate sempre quando piove e questa cosa crea una piacevole agitazione e tanti dolori alle ossa per l’umido.
Comunque, lui questa volta aveva invitato una trentina di persone come al solito che non si erano mai viste per lo più e io ad un certo punto sono capitata seduta vicina a una ragazza (dico che alla mia età siamo ragazze) di quelle simpatiche proprio che piacciono alle femmine a anche ai maschi da quanto fanno sbellicare dalle risate quando parlano, ma questa volta era seria.
Stava raccontando che era stata malissimo che le faceva molto male un braccio questa estate e che non riuscivano a guarirglielo, e che una sera si era addormentata tutta accartocciata abbracciata al cuscino dolorante e aveva fatto un sogno.
Aveva sognato che qualcosa le tirava il braccio molto forte e che una mano le si posava sulla faccia …
A quel punto io, ipnotizzata dal racconto con la bocca aperta, vengo trascinata di sotto a prendere il tiramisù nel frigo e mi perdo un pezzo della storia, quando torno mi pare di capire che in sogno era arrivata la sua mamma, che non c’è più , e che il giorno dopo si era svegliata guarita.
Nella comitiva c’era un’altra (sempre ragazza), che dai discorsi di prima si era capito che fa il medico e le dice con totale serenità – mi pare evidente, è stata la tua mamma a guarirti, tu hai un angelo- io rimango sempre più con la bocca aperta e non riesco neanche tanto a ridere ma penso in fondo che è una buona notizia davvero e che ora vado subito a disdire l’appuntamento dal medico da 300 euro, tanto basta chiamare la buon anima della zia Pina che ha sempre avuto la vocazione da crocerossina e visto che ci sono mi faccio lasciare anche un paio di numeri e mi vado a giocare quei soldini che ho risparmiato.

