a_reazione 1
Ultimo anno di liceo, lei, la mia amica, era innamorata persa di E. anche io lo ero ma non l’avrei mai detto lo tenevo dentro era una cosa mia, ascoltavo lei che raccontava le sue pene soffriva della sua indifferenza io non soffrivo.
Io assistevo.
Lui era eccentrico, intelligente impegnato e aveva la sua corte, io mi sentivo invisibile, facevo la snob che stava nel gruppo di quelli di DP senza mai prendere la tessera, più per differenziarmi dalla FGCI che per convinzione. Mercatini affiancati, serate a discutere bere e a fumare, normalità da postadolescenti con dietro l’angolo della vita la prospettiva dell’università ancora da decidere.
Una sera d’estate dopo aver servito salamelle e venduto manifestini del Che mal stampati lui improvvisamente si accorge di me e mi regala l’inizio di quello che nei ricordi rimane uno dei più bei periodi della mia vita, non mi feci mai domande né complessi, ero felice, persi l’amica che non mi parlò mai più e, lo sapevo benissimo, ne soffrì molto.
Non volevo farmi vedere innamorata, strategia ingenua, lo criticavo su tutto, da come si vestiva alle sue tesi politiche alla musica che ascoltava. Concerti al parco Lambro sdraiati sull’erba partite di pallone, compagnia di amici, manifestazioni, allegria.
Naturalmente dopo qualche mese lui mi lasciò.
Il ricordo è grottesco, faceva freddo seduti su una panchina in granito alla fermata della filovia mi annunciò che si rimetteva con la sua ex e salì sul pullmann. Sipario.
Stetti malissimo. Poi passò.
In seguito sono stata fortunata e ho fatto dei buoni incontri anche in termini di amicizie.
Molti anni dopo entrando in un ristorante con un mio caro amico ho sentito la sua risata, strana, aspirata, asmatica, con conseguente mio collasso delle gambe e quasi svenimento, l’amico se ne accorge mi sorregge, riesco a raggiungerlo al tavolo salutare, fare i convenevoli. Piccoli atti di eroismo.
Dell’amica non ho saputo più niente né mai l’ho cercata.
a_reazioni 2
Qualche anno fa ho dovuto mio malgrado interrompere i rapporti con una persona che ritenevo una cara amica per motivi di lavoro. I fatti, la conclusione della vicenda, i colleghi coinvolti hanno ampiamente dimostrato la mia buona fede e le mie ragioni e ancora ora non mi spiego come improvvisamente lei possa essersi rivoltata contro di me nonostante abbia cercato il confronto e analizzato il mio comportamento.
Dopo quell’episodio non abbiamo più avuto rapporti.
Ricordo i suoi lineamenti, i suoi capelli, le espressioni del suo viso la sua voce e alcuni passi delle lettere che ci siamo scritte.
Da giorni cerco di ricordare il suo nome e non ci riesco. Cancellata.


E’ vero che a volte certi nomi ti si cancellano dalla mente, chissà perché. Triste l’epilogo alla fermata, sono quei fotogrammi che uno non si scorda mai invece. Un saluto alle tue ex migliori amiche allora, visto che oggi è la loro festa ^^
l’ultimo blog di adamo ..il post nuvoloso
Commento di adamo — 3 maggio 2010 @ 12:57
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Commento di Miriam35Massey — 6 maggio 2010 @ 05:31
i comportamenti delle persone non sono ne prevedibili, ne calcolabili, ma sicuramente fraintendibili, ed è il fraintendere azioni e parole determina reazioni che a volte ci lasciano lì con l’amaro in bocca, a volte no
Commento di ppaba — 13 maggio 2010 @ 15:49