10 novembre 2009

Antonio

Filed under: scrivo — Shannafra @ 18:17

Ogni sera esco dallo studio, attraverso il buio corridoio che porta alle scale di questo strano grande condominio che chiamiamo ” il falansterio “, nell’ atrio incrocio qualcuno degli innumerevoli abitanti di ritorno a casa, parole consuete passi ceduti  il freddo mi colpisce uscendo dal portone, mi imbacucco indosso le cuffie dell’ipod, pigramente lo accendo senza neanche cambiare musica e mi avvio anche io come gli altri verso casa.

Un isolato a destra un paio a sinistra, attraverso quella parte di milano che mi separa dalla nuova casa in cui mi sono di recente trasferita, il passo è veloce in pochi secondi gli occhi vanno a terra e i pensieri in alto lontano .

Tutte le sere quasi a metà strada una voce mi fa uscire dall’ipnosi della camminata, ‘buona sera, buon rientro francesca’ sono già lontana quando, mi giro e alzata la testa riconosco la figura e il viso di Antonio, il lattaio del quartiere, che sorridente mi saluta come sempre alzando la mano, faccio il solito cenno da sordo muta, un sorriso imbarazzato e penso:  che stupida, domani lo devo salutare io Antonio per prima  non deve essere sempre lui a svegliarmi, domani non starò ancora rapita nei miei pensieri, domani lo vedrò.

8 novembre 2009

cose per cui vale la pena vivere – Lubitsch – Vogliamo vivere

Filed under: "cose per cui vale la pena vivere" — Shannafra @ 22:30

e poi dicono che i riferimenti di Tarantino stanno nel B movie

7 novembre 2009

disagio statistico

Filed under: Senza categoria — Shannafra @ 10:30

Tempo fa, tornando da una trasferta lavorativa in Puglia, incontrai in aereo un signore simpatico, con piglio da imprenditore brianzolo, che appoggiato il giornale al tavolinetto, dopo pochi convenevoli, mi raccontò di getto e senza reticenze le sue ultime vicende sentimentali.

Risultava che la moglie, come nel perfetto copione di un filmetto di serie B, lo aveva di recente abbandonato per fuggire felice con il maestro di sci conosciuto durante l’annuale settimana bianca, generosamente offerta dal marito.

L’ometto non sembrava privo di senso dell’umorismo, la cosa che lo indispettiva maggiormente di tutta la vicenda, mi disse, era che i fatti lo catapultavano suo malgrado e contemporaneamente in varie odiose categorie statistiche: “separato”, “vittima di un tradimento” (con rispetto parlando), “pirla” e molte altre liste minori forse ai suoi occhi, eppure pensai, non meno importanti ai fini scientifici.

All’arrivo a Linate la mia nuova conoscenza mi propose un passaggio a casa con l’autista e al mio cortese  rifiuto, condito dalla minacciosa descrizione di un gelosissimo fidanzato di origini sarde rispose ostentatamente offeso con un baciamano blasè durante il quale mi infilò uno strano bigliettino da visita di un noto aeroporto sportivo vicino a Milano in cui il suo nome compariva con la qualifica di “pilota provetto e possessore di proprio velivolo”, per il quale, lo ammetto, dovetti trattenere le risate.

Il bigliettino finì diritto nel cestino dietro l’angolo insieme al ricordo dell’attempato pappagallo.

La conversazione però mi fece riflettere sul fatto che tutti noi proviamo uno strano disagio se pensiamo di appartenere all’insiemistica della vita, nessuno vuole ammettere di essere “abbandonato”, o “traditore” o “perdente” cerchiamo sempre una  sfumatura che renda eccezionale la nostra personale vicenda rispetto alla banalità degli altri, di tutti quegli ometti che popolano il mondo e che con ogni loro azione per tutta la durata della loro vita, ininterrottamente, inconsciamente, inesorabilmente ricadono nella terribile definizione di un dato statistico.

6 novembre 2009

Non ce la farò mai

Filed under: scrivo — Shannafra @ 09:01

Ho sempre pensato da che ricordo di fronte alle difficoltà della vita piccole e grandi: non ce la farò mai.

Eppure, alla fine, ho imparato a saltare alla corda, ad andare in bicicletta, sono stata promossa, ho giocato a Rugby con i maschi, ho imparato una, più lingue sconosciute partendo da zero fra gente che non capivo, ho vissuto da sola, con altri in armonia, ho fatto cose ritenute pericolose e sconsiderate dagli amici e ne sono uscita indenne, ho conquistato gli uomini di cui mi sono innamorata a volte contendendoli ad altre, ho desiderato e avuto un figlio, ho intrapreso molte volte nuove strade.

Non ce la farò mai, penso ogni mattina al risveglio, eppure la giornata scorre.

Non ce la farò mai penso ora iniziando a scrivere in questo spazio così nuovo per me così estraneo e deserto.

Eppure ce la farò.

Raccomandazioni

Filed under: scrivo — Shannafra @ 09:00

Si prega di lasciare il bagno pulito e di fare uso dello sciacquone

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