23 novembre 2009

Il nastro bianco

Archiviato in: vedo — Shannafra @ 15:40

“(…) qualsiasi principio, quando viene assolutizzato, diventa disumano. Che sia un ideale religioso, politico o sociale, quando diventa pensiero unico produce il terrorismo. (…)” Michael Haneke

Nella germania dell’est in un isolato paesino rurale  dei primi del secolo scorso si susseguono episodi curiosi e di estrema violenza, trappole, imboscate, vandalismi che immergono l’intera popolazione in una tetra atmosfera di sospetto reciproco.

All’interno di queste case e di questo villaggio, in un contesto già retto per convenzione dalla legge del sopruso e della violenza psicologica e fisica si vedono crescere le giovani menti che nell’immediato futuro saranno protagoniste di una delle pagine più efferate della storia moderna.

Il bianco e nero di Haneke ci regala momenti magici di dramma e di contrasto, nere le macchie delle persone sulla neve bianca al funerale del contadino suicida, bianche le fiaccole nel buio fitto del bosco che illuminano il bambino disabile picchiato selvaggiamente, nere su nero le figure nell’oscurità delle case  nella notte interrotta dalle lievi fiamme delle lampade ad olio, l’immagine tutta  ci trattiene in una atmosfera claustrofobica e terribile.

Il nastro bianco non è però un film che racconta una storia senza speranza, il narratore, il maestro del villaggio rimane estraneo a questo universo fatto unicamente di rapporti perversi  mostruosi e di omertà e sembra vederlo dall’esterno esserne stupito e inorridito insieme allo spettatore. Lui  si innamorerà in maniera fresca e limpida di una giovane levatrice proveniente dalla città dove insieme a lei costruirà un futuro e una  vita diversa lontana dal villaggio trovando la sua personale via di fuga anche dalle atrocità della guerra.

Fughe

Archiviato in: leggo — Shannafra @ 14:06

Traversare la strada per scappare di casa lo fa solo un ragazzo.

(Cesare Pavese – Lavorare stanca)

18 novembre 2009

il quattrenne le donne le scimmie i criceti e la pallacanestro – riassunto delle puntate precedenti

Archiviato in: le uscite del quattrenne — Shannafra @ 18:24

Il quattrenne ha ricevuto una proposta di matrimonio da una coetanea, ha risposto “non posso anche le altre mi vogliono”.

Il quattrenne mi ha chiesto ‘quanto pesa tutto l’intero mondo?’ mi sono presa fino a  sera per rispondere (lui intanto si è autorisposto – certo che ci vorrebbe una bilancia molto grande!).

Il quattrenne si è fatto comprare un peluche all’ikea, ha scelto un criceto pezzato. Sulla strada del ritorno mi ha detto che aveva deciso di chiamarlo NNA la spiegazione è che il criceto ha due macchie marroni sulla pelliccia e una nera N= marrone A =nero NNA una specie di algoritmo … ( paura)

Il quattrenne  ascolta attento la spiegazione della parola ‘banale’ fa una pausa e poi mi dice :” ho capito mamma allora tu sei banale ”

Il quattrenne  ha una passione per un supereroe che si chiama Vomito

Il quattrenne, evoluzionismo versus creazionismo  : “mamma tu quando eri giovane e eri scimmia sapevi giocare a pallacanestro ?”

(segue)

17 novembre 2009

mammeggiando

Archiviato in: scrivo — Shannafra @ 15:39

Sarò matta, ma a me piace andare alle festine di compleanno dei quattrenni.

In queste occasioni, sbirciando, riesci a vedere com’è tuo figlio quando non è a casa solo con te; lo vedi com’è in mezzo agli amici, ai ‘rivali’, alle femminucce o alla confusione e questo è già un primo grande divertimento.

Non mancano in genere note di costume, esagerazioni ed effetti speciali da ballo delle debuttanti che meriterebbero a sé un vero trattato di antropologia. La festa di ieri invece, come molte altre, era una festa normale: le mamme erano mamme normali e quindi parecchio interessanti  nella loro varia normalità.

Le mamme, infatti, sono l’altro grande oggetto d’interesse in queste occasioni: quasi sempre ci sono solo mamme, raramente appare qualche papà se non per riportare la famiglia a casa a fine festa.
Ma meglio così perché noi mamme, fra mamme, mammeggiamo.

A un certo punto, quando i bambini hanno preso il via e il rumore rende indistinguibili le voci nel recinto di là, nel recinto di qua si formano i gruppetti, e si fanno due chiacchiere.
Queste chiacchiere sono il mio più grande divertimento: c’è la mamma depressa “eh, si tira avanti”,  la mamma separata che chiama l’ex marito “quell’essere” ma è  nella  fase sovreccitata “ho un nuovo fidanzato, moooolto giovane sapete? quasi ho voglia di fare il terzo!!!”, la mamma giovane, bella, silenziosa e educata “oh fai l’architetto? anche d’interni? che bello io adoro i mobili e gli accostamenti” (!!?), la mamma ciellina rigorosamente senza trucco con maglione sformato e Birkenstock,  la mamma di sinistra mediosofisticata e con una spocchia in compenso altissima “bisogna considerare l’emotività del bambino”,  l’adulatrice “e tu quando lo fai il secondo che sei ancora così giovane?”, molte altre tipologie tutte diverse e una schiera di figure accessorie del genere: nonne energiche, tate variopinte, fratellini annoiati.

Ad alcune conversazioni partecipo attivamente evitando sempre discorsi troppo impegnati, possibili generatori di  imbarazzo; dopo qualche esperienza ho verificato che gli argomenti tabù assolutamente da aggirare alle festine sono: matrimonio/convivenza, religione si/religione no, scuola pubblica/privata e la politica in genere. Quindi si parla di vita quotidiana di corsi, di gravidanze di bambini e a volte anche di lavoro.

Cerco di parlare con tutte ma purtroppo, alla fine, di alcuni discorsi riesco a captare con mio grande  rammarico solo qualche frammento.

Sono sempre impressionata dal livello di professionalità esibito in queste occasioni, tutte mi sembrano mamme “con il diploma”, donne che sanno darti risposte su qualsiasi argomento riguardi i pargoli, l’elementare migliore, i corsi di musica, di judo di calcio, le tate (sempre pessime), le colf (anche peggio), la sezione da evitare, lamentandosi continuamente delle scarse attività proposte agli amati bambini dalle educatrici della materna; che vorrei ricordare si spupazzano 27 amorini urlanti tutto il giorno, tutti i giorni per molte ore, con un rapporto 1/27!
Sono mamme manager tutte armate di agenda, segnano cellulari, scrivono appunti e bisogna lottare per non ritrovarsi coinvolte in una miriade di appuntamenti pomeridiani nelle settimane successive.

Festina dopo festina qualcuna fa intravedere anche il suo essere donna, moglie, compagna, nostalgica ragazza (la maggioranza sfiora la quarantina da sotto o da sopra) o si abbandona a qualche confidenza.

Poi torta, tanti auguri, applausi, apertura rituale dei regali, si chiamano i nomi dei bambini una, due, tre, quattro volte, si reinfilano cappotti su braccia di bambini svogliati e ci si avvia verso casa carichi di palloncini a preparare la cena.

Capita poi come ieri che, sulla via del ritorno, riceva sms firmati “mamma di A.” o “mamma di F.” – scusami dimenticavo magari prendiamo un caffè una mattina? – o – ti andrebbe di fare due chiacchiere noi due un pomeriggio? – che somigliano a timidi messaggi di sos lanciati in mare in una bottiglia e  mi mettono addosso un leggero velo di malinconia.

16 novembre 2009

La voce a te dovuta

Archiviato in: leggo — Shannafra @ 11:04

[...]
Al di là di te ti cerco.
Non nel tuo specchio
e nella tua scrittura
nella tua anima nemmeno
Di là più oltre.
[...]

(Pedro Salinas)

15 novembre 2009

ABC

Archiviato in: leggo — Shannafra @ 15:35

Ormai non saprò più
cosa di me pensasse A.
Se B. fino all’ultimo non mi abbia perdonato
Perché C. fingesse che fosse tutto a posto
Che parte avesse D. nel silenzio di E.
Cosa si aspettasse F., sempre che si aspettasse qualcosa

Perché G. facesse finta, benché sapesse bene
Cosa avesse da nascondere H.
Cosa volesse aggiungere I.
Se il fatto che io c’ero, lì accanto,
avesse un qualunque significato
per J. per K. e il restante alfabeto.

da: ” Due punti ” di Wislawa Szymborska

14 novembre 2009

massimi sistemi minima leggerezza

Archiviato in: scrivo — Shannafra @ 12:12

sillogismo :

se la competizione
la sorte
la maschera e la vertigine

sono gli elementi fondamentali del gioco (cfr Caillois)

e questi stessi elementi sembrano essere i direttori delle nostre azioni

la vita allora sarebbe un gioco ?dadi

12 novembre 2009

Torture

Archiviato in: leggo — Shannafra @ 19:12

Vorrebbe strapparsi il cuore dal futuro.

Elias Canetti (La tortura delle mosche)

11 novembre 2009

la magrezza

Archiviato in: Senza categoria — Shannafra @ 18:52

essere magra mi ha sempre fatto provare un grande senso di precarietà, la sensazione di essere in balìa di un colpo di vento.

Quando lo sono stata meno mi sono sentita ancorata a terra, ferma sulle mie gambe aiutata a esistere dalla stessa forza di gravità.

10 novembre 2009

sorellitudine

Archiviato in: scrivo — Shannafra @ 22:54

allora adesso dovrei scrivere un post sulla sorellitudine che è bella solo che l’ha già scritto la fata che la sorellitudine è bella e farlo bene come la fata è difficile.

La sorellitudine è bella anche se una ci ha una sorella antipatica come la mia, ecco.

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